M-Pesa, la moneta elettronica alla conquista del mondo

World Economic Forum Business Alliance Against Chronic Hunger Initiatives

La moneta elettronica ha visto la luce in Africa, grazie all’entusiastica accoglienza ricevuta in Kenya, e ora si sta diffondendo, scatenando appetiti e aspettative forse esagerate.

Si chiama M-Pesa, con la emme che sta per mobile e “pesa” per denaro in lingua swahili ed è un sistema di bonifici bancari tramite sms messo a punto inizialmente per abbattere i costi delle mediazioni bancarie per i clienti del micricredito, che pagavano commissioni percentualmente altissime sui modesti importi delle rate di rimborso. Il microcredito, che tanto ha dato ai paesi in via di sviluppo attraverso prestiti di modestissima entità erogati al di fuori della logica e dei costi di banca, si trovava comunque spesso costretto a passare dal circuito bancario per i rimborsi dei microdebiti.

BONIFICI CON GLI SMS – In più c’era il problema della distanza, dal primo sportello bancario, che per alcuni beneficiari dei crediti può essere di decine di chilometri in territori impervi, limiti evidenti, che cominciarono ad essere superati per la prima volta nel 2004 con un esperimento pilota in Mozambico condotto dalla locale Mcel su un progetto della Gamos di Peter Dunn, un estroso e quotatissimo scienziato britannico che non si accontenta dell’accademia e ha esteso i suoi interessi ai temi dello sviluppo. Il sistema di scambio di denaro realizzato in Mozambico sarà il precursore di M-Pesa, che parte nel 2005 in Kenya come progetto pilote e con l’apporto di Vodafone e Safaricom esordisce nel 2007 con un programma di pagamenti via cellulare che sfrutta un software ideato da studenti kenyani.

m-pesa 10COSA FA – Il servizio M-Pesa permette ai clienti di versare denaro in un conto archiviato sul proprio cellulare, che visualizza i trasferimenti e aggiorna il saldo, mentre il tutto gira attraverso gli sms. Chiunque, identificato, può aprire un conto che gli costerà solo le commissioni, molto più bassa di quelle bancarie. M-Pesa non ha uffici fisici, ma il sistema può essere usato sia per trasferire denaro a distanza che per pagare gli acquisti nei negozi. Il sistema ha avuto un’accoglienza fenomenale, il sistema di distribuzione fondato sull’impiego di migliaia di agenti sparsi sul territorio ha dato grandi risultati e nel 2012 in Kenya si è così arrivati a 17 milioni di conti aperti (vedi la timeline di Safaricom)

ARRIVANO I BIG – Un successo, tanto che alla fase di sviluppo iniziale seguita dal punto di vista strettamente tecnico da Sagentia, azienda britannica si è poi sovrapposto l’entrata in campo di IBM, che ha comprato Sagentia e dal 2009 è diventata partner dell’iniziativa. I numeri sono cresciuti rapidamente in Kenya e sono cominciati i tentativi d’esportare l’iniziativa in paesi dalle caratteristiche simili, nei quali ci fosse una buona parte dell’economia del tutto priva di servizi bancari, ma comunque attiva e proiettata verso la crescita, e una discreta densità di cellulari, che non è stato un problema vista l’ubiqua diffusione del dispositivo anche nei luoghi più remoti e improbabili.

NON È SEMPRE KENYA – L’esportazione del sistema ha sottolineato alcune sue criticità, senza che tuttavia l’interesse delle grandi corporation interessate sia venuto meno, c’è stato anzi da registrare l’interesse di Google, che senza tanta fanfara ha testato un servizio simile. La praticabilità del servizio è infatti fortemente influenzata dal quadro di riferimento offerto dalle leggi bancarie locali, tipicamente orientate alla protezione dell’esisistente, ma è emerso anche un problema di posizionamento del prodotto, tanto che Sudafrica è stato necessario ridefinire il target perché i risultati sono stati al di sotto delle aspettative iniziali.

LA SORPRESA IN AFGHANISTAN – Dall’Africa M-Pesa è sbarcato poi in Asia, portato da Vodafone, ed è diventato M-Paisa in India e Afghanistan. A Kabul dove è stato adottato nel 2008 dal tesoro afgano per pagare la polizia, la sua adozione ha prodotto effetti del tutto inaspettati. Prima di tutto il governo afgano ha scoperto che il 10% degli stipendi che erogava andavano a fantasmi, poliziotti che esistevano solo sulla carta ai quali ogni mese versava gli stipendi, una discreta truffa. Poi i poliziotti afgani hanno creduto di aver ricevuto un aumento di stipendio, perché quasi nessuno di loro riceveva quanto gli era dovuto e molti non sapevano nemmeno quale fosse il loro stipendio. In quel momento hanno avuto l’esatta misura di quanto erano stati derubati negli anni precedenti, ma per fortuna non c’è stata nessuna rivolta, solo entusiasmo per la novità, un buon viatico, tanto che oggi i risultati nel paese sono considerati più che positivi. In India ha esordito quest’anno con aspettative ancora maggiori, non fosse altro che il bacino dei potenziali utenti si misura in centinaia di milioni.

 

NON È PER TUTTI – Il sistema ha sicuramente contribuito a rendere più facile la vita, gli scambi e l’accesso al credito di milioni di persone, ma così com’è concepito rimane comunque un servizio finanziario che ha un costo, seppur minimo, che incombe su ogni transazione e che drena risorse dai meno abbienti verso i big della finanza e della telefonia e che funziona come una tassa su tutti passaggi di denaro, persino quelli a titolo amicale o intrafamiliare. C’è da capire l’interesse delle grandi corporation, ma sembra anche evidente che il sistema non sia poi tanto diverso da quelli che usano le carte magnetiche prepagate e che rispetto al contante impongono all’economia una tassa occulta su ogni singola transazione, rendendo comunque il sistema più oneroso rispetto all’uso della moneta tradizionale.

RESTA UNA LEVA PREZIOSA – Un sistema che quindi ha un suo potenziale bacino d’utenti abbastanza consistente e che in certe condizioni e paesi offre grandi vantaggi in cambio di un contributo modesto, ma che traportato in contesti diversi non risolve i limiti conosciuti dei pagamenti elettronici e non ne abbassa i costi a un livello tale da renderlo competitivo con l’uso del contante per le transazioni minori e per quelle informali in contesti più sviluppati. Limiti che non devono comunque sminuire l’evidente utilità del sistema nei paesi in via di sviluppo e i grandi vantaggi che offre ai singoli e alle comunità, nei paesi nei quali si sta diffondendo con successo.

Precedente Abolire “papà” e “mamma”: la folle idea della Kyenge diventerà realtà a Bologna? Successivo Borsellino ucciso perché indagava sulla trattativa, trovato il fascicolo. E spuntano nomi “pesanti”.