L’arma Spuntata Della Patrimoniale

Paperon de' Paperoni

Sia Monti che Bersani sono convinti della bontà di una tassa patrimoniale per i redditi più elevati. Il principio che chi ha di più deve dare di più alla collettività è giusto e sacrosanto.

In Francia, Hollande parla di una tassa del 75 % per redditi superiori al milione di euro, salvo poi creare un vero e proprio esodo verso paesi a tassazione più moderata per i benestanti. Mulliez, capo di Auchan e Decathlon, l’attore Depardieu e il ceo di Lvmh, Bernard Arnault, hanno già fatto i bagagli e anche altri presto li seguiranno.

Per non parlare delle grandi aziende 2.0 ovvero Google, Facebook, Amazon, Apple e Microsoft che spostano capitali di qua e di là per il globo per pagare meno tasse e massimizzare i profitti. La Apple ha dichiarato di pagare solo il 2% di tasse fuori dagli Usa e anche Google che ha sede fiscale in Irlanda paga solo il 12,5 % di corporate tax. E’ recente, poi, la notizia che Facebook ha spostato alle Isole Cayman, presso una sua sussidiaria, ben 500 milioni di euro.

Insomma, i soldi si muovono e anche molto velocemente. L’idea della patrimoniale affascina ma non è efficace per diversi motivi:

  1. molti italiani benestanti costantemente spostano le loro ricchezze in Svizzera, Repubblica di San Marino e Malta;
  2. le aziende più strutturate con molte sedi all’estero riescono già adesso a muovere denaro dove conviene di più (il caso Brontos che ha coinvolto Unicredit e altri colossi bancari non può essere dimenticato);
  3. viviamo in una Unione Europea a 27 stati e questo comporta la libera circolazione di denaro che viene auspicata sin dal Trattato di Roma del 1957: Irlanda, Belgio e Gran Bretagna hanno una tassazione moderata, quindi volendo, posso trasferire denaro senza violare nessuna regola;
  4. in Italia, la dichiarazione dei redditi non è veritiera: gli autonomi dichiarano meno dei dipendenti pubblici e privati e i redditi sopra ai 100 mila euro sono solo l’1%;
  5. l’evasione fiscale altera l’imponibile e nasconde i redditi elevati da colpire eventualmente con la patrimoniale.

Insomma, la patrimoniale potrebbe essere l’ennesima inutile caccia per rimpinguare le casse statali. Sarebbe invece più opportuno lavorare sull’efficienza della tassazione, sullo snellimento delle procedure e su una lotta più intensa all’evasione.

Aumentare la tassazione o peggio indirizzarla solo su alcuni ha un effetto nefasto. In una società economica interconnessa è facile muovere capitali e non recuperarli più: una politica intelligente dovrebbe invitare i capitali, non farli fuggire.

E allo stato attuale della crisi, l’Italia ha un bisogno esagerato di capitali esteri e non. Per crescere.

http://www.reset-italia.net/2013/01/11/larma-spuntata-della-patrimoniale/

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