Re Mida? No, Re Merda!

Continua ad arricchirsi di colpi di scena la vicenda del Monte dei Paschi di Siena, già oggetto di due salvataggi a suon di miliardi (dei contribuenti off-course) da parte del governo Monti. Dopo la scoperta delle scorse settimane, dove venne a galla che Deutsche Bank aveva aiutato la banca senese a nascondere le perdite, oggi si scopre che anche la giapponese Nomura si è mossa in suo aiuto insabbiando perdite su derivati per poco meno di 1 miliardo di euro, mai comunicati alla Banca d’Italia, come previsto dalla legge.
Tutte operazioni condotte sotto la guida di Giuseppe Mussari che si è appena dimesso dal ruolo di presidente dell’Associazione Banche Italiane (ABI)… Chissà perchè?! Un altro tesoretto dei “compagni” crolla sui suoi piedi d’argilla.

(Wall Street Italia) – Per un motivo o per un altro,Monte dei Paschi di Siena si ripropone spesso protagonista indiscussa di Piazza Affari. Stavolta, è lo “scoop” de Il Fatto Quotidiano a mettere sotto pressione le quotazioni, che registrano un calo fino a -4% e che vengono sospese per eccesso di ribasso.

Questo, a causa dei “rischi sui conti legati ad alcuni contratti derivati siglati sotto la precedente gestione, guidata dall’attuale presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, e da Antonio Vigni”, scrive il quotidiano che continua: “Il Monte dei Paschi di Siena nel 2009 durante la gestione di Giuseppe Mussari ha truccato i conti con un’operazione di ristrutturazione del debito per centinaia di milioni di euro di cui oggi icontribuenti italiani pagano il conto: questo l’attacco del pezzo di Marco Lillo sul Fatto Quotidiano di oggi, in cui si ricostruisce l’operazione Alexandria, dal nome di un contratto derivato siglato dal Monte con la banca giapponese Nomura e su cui sono in corso accertamenti da parte dell’attuale cda di Mps”, si legge.

“Il contratto, ricostruisce Marco Lillo, impone subito una correzione nel bilancio di 220 milioni di euro ma i consulenti di Pwc e Eidos stanno cercando di quantificare il buco reale nei conti del Monte che, secondo una fonte anonima citata dal nostro giornale, potrebbe salire a 740 milioni di euro. L’operazione Alexandria, al vaglio anche della Procura di Siena, sarebbe servita a Mps per “abbellire il bilancio 2009″ scaricando su Nomura le perdite di un derivato basato su rischiosi mutui ipotecari che poi i giapponesi avrebbero riversato sul Monte attraverso un contratto ‘segreto’ a lungo termine non trasmesso dall’allora vertice di Mps, guidato da Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, ai revisori dei conti Kpmg e a Bankitalia”.

Insomma, un nuovo scandalo per la banca senese, dopo l’articolo di Bloomberg, diffuso proprio di recente, secondo cui Deutsche Bank avrebbe aiutato l’istituto a nascondere le perdite.

Progetto Santorini: questo il nome dell’accordo tra i due istituti finanziari, stilato durante l’apice della crisi finanziaria, prima dunque dei miliardi di euro che lo stato italiano ha erogato alla banca con i soldi dei contribuenti, per salvarla dal crack.

Di fatto, secondo le indiscrezioni di Bloomberg, la banca numero uno in Germania avrebbe erogato a Monte dei Paschi di Siena un prestito del valore di 1,5 miliardi di euro circa, nel dicembre del 2008; l’accordo ha permesso a MPS di mitigare una perdita di 367 milioni derivante da un vecchio contratto sui derivati stipulato con Deutsche Bank.

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