ALTRO CHE AIUTI. TUTTE LE BUGIE DELL’UE SULLA LOTTA ALL’IMMIGRAZIONE

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LA STRATEGIA D’USCITA DEL GOVERNO ITALIANO DALL’OPERAZIONE MARE NOSTRUM STA ASSUMENDO CONTORNI SEMPRE PIÙ OSCURI IN UN GIOCO COMPLICATO TRA PRESSIONI E BUGIE.

Nonostante il Governo italiano si sia più volte appellato all’aiuto di Bruxelles, il messaggio che l’Ue cerca di far recepire all’opinione pubblica è che si stia tentando con ogni mezzo di far fermare l’ondata migratoria e di ridistribuire equamente il peso sui paesi membri. In realtà non è affatto così e anzi si sta tentando in tutti i modi a Roma che le richieste di aiuto verranno sostanzialmente ignorate. Due giorni fa il “nostro” Alfano ha sostenuto (erroneamente) che entro Novembre Mare nostrum sarà sostituito da Frontex Plus. In realtà non è affatto così, dato che l’Ue ha già fatto sapere in tutti i modi di non potere e volere sostenere un’operazione di quella portata ne tantomeno di poterla realizzare in tempi cosi brevi. Secondo l’Europa il problema di questa ondata gigante di immigrazione è che l’Italia affronta in maniera sbagliata il problema, quindi Bruxelles si tira fuori scaricando su di noi tutte le responsabilità.

Secondo un rapporto riservato di Frontex, il no dell’Europa è giustificato così: “La presenza dei mezzi navali di Mare Nostrum vicino la costa libica può incoraggiare i migranti i cui Paesi non hanno accordi di riammissione con l’Italia. “Se le navi restano, è prevedibile un costante ed elevato numero di arrivi” soprattutto “nel periodo invernale, cioè quando i migranti normalmente non rischiano le traversate in acque agitate”. Secondo l’Ue Mare Nostrum va chiusa a favore di un’operazione a basso impatto e riducendo al minimo la presenza delle navi.

Ue e Italia giocano così a scaricabarile nonostante i numeri parlano chiaro. I migranti del 2014 sono aumentati del 555% rispetto allo stesso periodo del 2013. La maggior parte di loro proviene dalla Libia, ma accogliamo immigrati dai posti più disparati. Eritrea, Siria, Mali, Nigeria ed Egitto. Nelle reali intenzioni dell’Ue c’è un piano molto più limitato di quanto realmente si voglia far credere. Attualmente le operazioni in corso sono due: Hermes su Sicilia e Sardegna ed Aenea su Calabria e regioni adriatiche. Bruxelles vuole chiudere Aenea ed estendere Hermes anche alla Calabria, cercando così in ogni modi di contenere i costi.

Come spiega l’esperto di immigrazione Alfredo Mantovano il problema è un altro: “Frontex per sua natura si occupa di prevenzione e contrasto non di soccorso in mare. Ma anche se immaginassimo la volontà dell’Ue di trovare soldi e mezzi la sostanza non cambierebbe. Il punto è il Trattato di Dublino che fa ricadere tutto il peso sul Paese di primo arrivo. Quella Convenzione non è l’equivalente dei Dieci Comandamenti ed è stata pensata quando i flussi erano diversi da quelli di oggi. È evidente che il governo deve fare una cosa sola: battersi con tutta la forza possibile per modificarla».

 

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