Esposto In Procura Contro Il Patto Del Nazareno: “Verificare Legittimità”

Dopo l’interrogazione di Di Maio e Di Battista, il deputato Colletti ha deciso di rivolgersi alla Procura di Roma.

Se per Matteo Renzi il patto per le riforme con Silvio Berlusconi “scricchiola”, per i 5 stelle non solo è “fallito”, ma è anche illegittimo. Così il deputato Andrea Coletti, dopo l’interrogazione presentata in Parlamento a firma Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, ha annunciato di aver depositato alla procura di Roma un esposto-denuncia “per accertare esistenza e contenuto del patto del Nazareno. Ho chiesto di verificare se il patto sia stato effettivamente preordinato a pilotare illegittimamente le riforme in atto nel Paese e a decidere chi nominare come futuro inquilino del Colle”. La procura ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati.

L’accordo tra il presidente del Consiglio e l’ex Cavaliere per le riforme risale a circa un anno fa. Che esista un pezzo di carta scritto o meno, tante le ammissioni o smentite, è l’alleanza a due che tiene in piedi il governo su legge elettorale e riforma del Senato. Almeno fino a questo momento. Il nuovo ostacolo è proprio la riforma del sistema di voto: Silvio teme la voglia di Renzi di andare alla urne e non risponde agli ultimatum del premier che vorrebbe il disegno di legge in commissione già dalle prossime ore. L’ex Cavaliere prende tempo e nel frattempo raduna i suoi parlamentari a Palazzo Grazioli (incontro previsto per martedì 11 novembre alle 17) per fare il punto sulla situazione politica e le riforme costituzionali.

“Facciamo scricchiolare l’accordo che ha trasformato la nostra Repubblica democratica in una dittatura mascherata. I contorni del patto sono alquanto fumosi giacché ignoto ne è il contenuto, ignoti ne sono i sottoscrittori, oltre a coloro già citati (Renzi e Berlusconi, ndr), ed ignoti ne sono i garanti”.

Coletti ha messo quindi in relazione il patto del Nazareno con varie tematiche, da quella delle riforme a quella della giustizia. Senza mancare di citare il tema dell’elezione del presidente della Repubblica. “L’accordo”, ha spiegato, “conterrebbe anche linee guida per la nomina del futuro presidente della Repubblica o comunque indicazioni di un vero e proprio veto sulla candidatura di Romano Prodi alla successione a Giorgio Napolitano che è tornata al centro della discussione e potrebbe secondo alcuni concretizzarsi entro luglio 2015″.

 

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