L’UE PERDE PEZZI: IN GRECIA SCIOPERO GENERALE, SECCO NO ALLA TROIKA

 grecia si ribbella a euro

La Grecia scende di nuovo in piazza per protestare contro le continue misure di austerità minacciate da Samaras.

Uffici pubblici e scuole chiusi, ospedali con personale ridotto, voli nazionali ed internazionali cancellati per mancanza di personale di volo, trasporti pubblici bloccati che hanno paralizzato per ore le città greche. Questo è il risultato del primo dello sciopero generale di 24 ore indetto in tutta la Grecia per protestare contro i continui diktat della troika e migliaia di persone si sono riversate per le strade del centro di Atene per manifestare il proprio dissenso.  La regione ellenica, piombata in uno stato di profonda crisi, dal 2009 ad oggi il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 26% mentre quello giovanile il 60%. Al fine di porre rimedio a questa situazione, alla Grecia è stato proposto un prestito proveniente guarda caso dalle banche tedesche del valore di 240 miliardi di euro, dovendo però sottostare a continue ed incessanti misure di austerità tra cui il taglio ai salari ed alle pensioni, così come alla sanità ed alla scuola pubblica. Il tutto accompagnato da un vertiginoso aumento delle tasse (cara Italia, ti ricorda qualcosa?…).

Ora però, a quanto pare i greci si sono letteralmente stufati di tutti questi ordini che stanno portando solo a miseria e disperazione. Nella giornata del 26 Novembre si è tenuto un incontro a Parigi tra i vertici del Governo ellenico e i rappresentanti della troika. Incontro terminato con un nulla di fatto: “I progressi  (anche se sarebbe meglio dire il disastro) della Grecia sono monitorati strettamente dagli ispettori della troika “. Ma le “conclusioni dell’ultima verifica” non sono ancora state rese note “a causa di divergenze” senza possibilità di ricomposizione “su alcune questioni”.

Insomma, la Grecia ha rigettato su tutta la linea le ulteriori richieste di Bce e Fmi di un ulteriore taglio alle pensioni, così come non vuole cedere alla richiesta di licenziamento di ulteriori dipendenti pubblici (circa 15 mila la richiesta fatta), così come non vuole imporre un ulteriore aumento dell’iva ne nuove tasse sugli immobili e soprattutto non vuole più assistenza dai “dottori” della troika.

 

Fonte