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Quando la libertà di satira è a senso unico. Ipocrisia e retorica senza confini…

C’è libertà e … libertà! Nessuno 9 anni fa si solidarizzò con Enzo Apicella

La mia totale ed incondizionata solidarietà ai familiari delle strage di “Charlie Ebdo”. In questa occasione, però sento il dovere di raccogliere l’amarissimo sfogo di Enzo Apicella: <<Libertà di Satira. Per le mie caricature 9 anni fa nessuno disse “Io sono Enzo Apicella”. E’ vero, non mi hanno sparato>>.
Ovviamente, Enzo Apicella si sfoga a modo suo, con una caricatura che riproponiamo sotto. Mi solidarizzo con Enzo Apicella e gli auguro una lunga, lunghissima vita.
Perchè lo sfogo di Enzo Apicella? Nel maggio del 2006, il giornale italiano “Liberazione” pubblicò una vignetta di Enzo Apicella che raffigurava un varco nel muro che divide Israele dai Territori palestinesi. Nella vignetta si vedeva il filo spinato e il cancello di ferro identico a quello di Auschwitz con la scritta “La fame rende liberi” anziché “Il lavoro rende liberi”. Il riferimento era ai tagli della Unione Europea alla Palestina; in definitiva tali tagli avrebbero aggravato la già precaria situazione del popolo palestinese, che appunto sarebbe morto affamato, senza quegli aiuti.
Liberazione era l’organo ufficiale del Partito della Rifondazione Comunista, il cui segretario era Fausto Bertinotti. La comunità ebraica arrivò a rivolgeresi a Bertinotti affinchè riparasse l’offesa provocata da quella vignetta! C’è libertà e … libertà, appunto! Per taluni, quando si tratta di “offendere” Maometto si è di fronte alla satira e si invoca la libertà di espressione; quando poi si tocca o meglio si sfiora il tema “ebrei”, si grida sempre all’offesa.  In questo caso non esiste la libertà d’espressione. C’è libertà e … libertà.
Sono d’accordo sulla libertà d’espressione, sacra ed inviolabile, quando ovviamente non supera determinati limiti, come l’offesa. Ma non accetto il discorso della libertà a senso unico.