Terremoti bellici: annuncio di strage in Italia

di Gianni Lannes
Gli atti documentali della Capitaneria Portuale di Augusta in Sicilia, a firma del capitano di vascello Raffaele Macauda in questi ultimi tempi sono un bollettino di guerra ignorato dalla popolazione italiana. In effetti non si legge altro che: «esercitazioni militari» a raffica.
Oggi l’Avviso di pericolosità numero 10/13 segnala attività bellica di sommergibili a propulsione ed armamento nucleare di nazionalità USA, sulla faglia sismica più pericolosa d’Italia. Infatti: «…la zona di mare delimitata dai seguenti punti aventi coordinate geografiche (datum WGS84): A) 37°25’00’’ N – 015°25’00’’E; B) 37°25’00’’ N – 015°55’00’’ E; C) 37°15’00’’ N – 015°55’00’’ D; 4) 37°15’00’’ N – 015°25’00’’ E – giorno 19 febbraio 2013, dalle ore 0500Z alle ore 2115Z, sarà interessata da manovre navali con unità in immersione … la zona di mare nel periodo sopra citato è interdetta alla navigazione marittima, all’ancoraggio, alla pesca ed a tutte le attività comunque connesse all’uso del mare».
Nell’area dove gli “alleati-padroni” sperimentano la guerra, transitano quotidianamente petroliere, gasiere e navi chimichiere.
Singolare coincidenza, in data odierna alle ore 12:06:10 il bollettino sismico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa tellurica esattamente nella medesima area di mare di magnitudo 2.1 ed ipocentro a 10 chilometri di profondità (Golfo di Augusta).
Nella stessa zona del Mar Ionio, qualche giorno prima, l’Avviso di pericolosità numero 07/13, al fine di «prevenire il verificarsi di possibili danni, salvaguardare la sicurezza della navigazione e consentire margini di manovra alle unità navali interessate»  aveva reso noto che «la zona di mare delimitata dai seguenti punti … Sarà interessata da tiri a caldo da parte di unità navali dal giorno 11 al 14 febbraio 2013, dall’alba al tramonto». Pertanto, quell’area marina è stata  «interdetta alla navigazione marittima, all’ancoraggio, alla pesca ed a tutte le attività comunque connesse all’uso del mare».
Guerra ambientale non dichiarata. Ha tutta l’aria di una nuova strategia della tensione. Chi sospetterebbe mai? Nell’immaginario collettivo i terremoti sono tutti di origine naturale. Invece, è noto agli esperti e la letteratura scientifica abbonda di prove: i terremoti possono essere provocati mediante esplosioni nucleari e convenzionali, scariche di onde acustiche, vibrazioni meccaniche, dispositivi ionosferici ed altro.  Boati a ripetizione, apparentemente inspiegabili. La Terra trema e la gente ha paura. E’ un gioco al massacro poco noto alla massa di increduli profani, ma ben conosciuti agli esperti civili che inquinano i sismogrammi per nascondere le vere origini dei tremori tellurici provocati dalla mano armata. Un’azione criminale che si traduce in terremoti che stanno sconquassando la Penisola da nord a sud, centro compreso, come nel caso della Ciociaria colpita da un terremoto il 17 febbraio (200 mila persone terrorizzate e senza acqua potabile). Basta semplicemente dare un’occhiata al ricorrente ipocentro superficiale, per comprendere la genesi innaturale.
In un comunicato stampa del professor Stefano Gresta, presidente dell’INGV, datato 22 ottobre 2012, pubblicato dopo la sentenza di condanna a sei anni di reclusione di 7 esperti della Commissione Grandi Rischi (compreso Enzo Boschi), per la strage aquilana del 6 aprile 2009, è scritto che: «Secondo quanto affermato dalla letteratura scientifica internazionale, allo stato attuale è impossibile prevedere in maniera deterministica un terremoto. Di conseguenza, chiedere all’INGV di indicare come, quando e dove colpirà il prossimo terremoto, non solo è inutile, ma è anche dannoso perché alimenta in modo ingiustificato le aspettative delle popolazioni interessate da una eventuale sequenza sismica in atto».
D’accordo, ma se si tratta di terremoti programmati ed innescati dall’uomo? Esistono diversi casi particolari ben documentati. Come per L’Aquila, dove erano e sono in atto   sperimentazioni di geoingegneria ambientale, su cui la premiata ditta Boschi e Bertolaso aveva previsto una strage immane con migliaia di morti, in una pubblicazione intitolata A dieci anni dal terremoto. Lo stesso Boschi dice tutto, ed il contrario di tutto. A sentir lui “i terremoti sono imprevedibili”, ma poi scavando in profondità si scopre che anche in Sicilia 23 anni fa, l’ex barone dell’Ingv ne aveva previsto uno con precisione millimetrica. Come avrà fatto la voce vivente della sismologia italica, se i terremoti sono notoriamente non prevedibili? Qualcuno, forse l’avrà informato di grandi manovre militari del Patto Atlantico? Per esempio, cosa accadde proprio in Sicilia il 13 dicembre 1990? Ci fu un terremoto (17 vittime e migliaia di sfollati) con epicentro nel Mar Ionio, manco a farlo apposta nella stessa area dove ora c’è la guerra non dichiarata. Infatti, già allora la Nato spadroneggiava impunemente con il tacito consenso del Governo tricolore.
Scorrendo Il Corriere della Sera (14 dicembre 1990) – da un approfondimento dell’autorevole giornalista scientifico Franco Foresta Martin – si apprende incredibilmente che «Il terremoto era stato previsto … Un terremoto atteso e temuto dai geofisici: così può dirsi del movimento tellurico che ha sconvolto la Val di Noto. Bisogna dare atto agli studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica (Ing), l’ente che gestisce la rete sismica italiana, di avere posto in evidenza il rischio sismico della Sicilia Orientale in diverse occasioni … L’ultima volta è stato meno di un mese fa, nel corso di un convegno». Anche in questo caso il riferimento è nientedimeno che all’onnipresente ed onnisciente Boschi Enzo.
Sul quotidiano La Repubblica del 14 dicembre 1990 il titolo è emblematico: «UNA CATASTROFE ANNUNCIATA MA IL PIANO NON E’ SCATTATO».
Tutti tranquilli, siamo in buone mani a sentire le autorità. Dopo la nomina di un insegnante di ginnastica a direttore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è emerso che il capo ufficio stampa dell’INGV, Sonia Topazio, è un attrice erotica raccomandata da un politico.
E’ normale poi che un tuttologo esterofilo come Beppe Grillo vada a pranzo come se niente fosse, con l’ambasciatore nordamericano, vale a dire con il rappresentante di una nazione che ha schiavizzato l’Italia ed usa il nostro territorio come una colonia da cui far decollare le guerre. Forse, quello del ragioniere predicatore era un incontro segreto (infatti non ha mai detto nulla) per programmare la futura azione politica nel Belpaese?
La magistratura indipendente avrà il coraggio, la forza e la determinazione di far luce al più presto su questi lati oscuri che attanagliano l’Italia, prima che si consumi una strage di proporzioni colossali, come già preannunciato dai soliti esperti istituzionali? Gli scienziati sanno: è ora che vuotino il sacco.