BRINDISI, FECCIA DEI CENTRI SOCIALI ASSALTA CON BOMBE CARTA CIE PER “LIBERARE” I PROFUGHI

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BRINDISI – Nuovo raid degli anarchici, il terzo in meno di due mesi, al Cara-Cie di Restinco. Erano almeno 5 i manifestanti che intorno alle ore 15 di domenica (20 dicembre) hanno raggiunto la struttura situata nelle campagne brindisine che ospita decine di migranti. Come già accaduto in occasione delle precedenti incursioni, hanno esploso alcune bombe carta e hanno esposto degli striscioni attraverso i quali invitavano gli ospiti del centro alla rivolta.

Avevano tutti il volto coperto da cappucci. Su richiesta del persone che garantisce la sicurezza all’interno del Cie, sul posto si sono subito recati i poliziotti della Sezione Vvlanti. Alla vista degli uomini in divisa, i facinorosi sono saliti a bordo di una Fiat Punto di colore grigio, dandosi alla fuga verso la strada statale 7 per Taranto.

Le forze dell’ordine si sono messe all’inseguimento senza perderli mai di vista e dopo aver imboccato la strada statale 379 sono riusciti a fermare l’utilitaria.  A bordo del veicolo si trovavano cinque persone, di cui due già sottoposte a un provvedimento di divieto di entrare a Brindisi. Tutti e cinque sono stati condotti in questura, dove è stata formalizzata una denuncia a loro carico. Una situazione analoga si era già verificata gli scorsi 31 ottobre e 8 novembre.

Nel primo caso, poliziotti e carabinieri riuscirono a bloccare 16 anarchici, quasi tutti della provincia di Lecce, dopo il lancio di fumogeni, sassi e petardi verso il Cie. Nel secondo, furono 17 gli individui accompagnati in questura dopo aver acceso dei fuochi pirotecnici e aver affisso uno striscione indicante un numero telefonico, con su scritto “tutti liberi”.

Da quanto appurato dalle forze dell’ordine, alcuni degli anarchici coinvolti negli assalti al Cara hanno preso parte anche ai moti di protesta contro l’eradicazione degli ulivi del Salento, nell’ambito del piano di contenimento della Xylella varato dal commissario straordinario Giuseppe Silletti

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