“Poteri forti e poteri marci”: Renzi è alla frutta come Craxi nel ’92

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“Renzi e’ alla frutta e vedendolo questo pomeriggio a ‘In Mezz’ora’, incalzato dal fuoco delle domande di Lucia Annunziata, mi e’ sembrato di rivedere e risentire l’intervento di Bettino Craxi del 1992 quando, a Montecitorio, cercava di difendere l’indifendibile. Un Renzi imbarazzante, che non ha nemmeno potuto fare un appello, anche se forse l’avrebbe voluto fare, in favore dell’astensione sul referendum sulle trivelle, invitando i cittadini ad andarsene al mare, sapendo che altrimenti l’elettorato penserebbe alle trivelle della Total, della Guidi, di Gemelli ecc…”.

Lo afferma in una nota Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord. “L’intervista odierna di Renzi comunque compete per faccia tosta con quella rilasciata dal ministro Boschi, in una faraonica intervista su La Stampa, dove ha avuto l’ardire di sostenere: ‘Ci attaccano i poteri proprio perche’ non siamo schiavi dei poteri forti, non siamo il terminale di niente e di nessuno – prosegue -. Questo non piace a molti’ I poteri forti contro questo Governo?”

“Ma scusate il quotidiano la Stampa, che regala quasi una pagina alla Boschi, a quale gruppo editoriale fa riferimento se non al potere forte per antonomasia in Italia? Via, ma siamo seri, questo e’ il Governo che ha praticamente alle sue spalle, a sostenerlo, tutte le principali testate nazionali – accusa Calderoli – , a loro volta quotidiani di riferimento dei vari poteri forti, oltre al servizio radiotelevisivo pubblico, e poi ci vengono a dire che sono attaccati dai poteri forti? Loro? Questo e’ il Governo dei poteri forti. Questo e’ il Governo che tre giorni fa ha ricevuto la benedizione di Marchionne, benedizione ricambiata da Renzi, e’ il Governo che piace ai vertici di Confindustria, e’ il Governo davanti a cui i sindacati balbettano al posto di protestare, e’ il Governo dove ogni nominato risponde direttamente a Renzi, per cui di cosa stiamo parlando?”

“E se andasse in porto la riforma costituzionale avremmo un presidente della Repubblica eletto dalla maggioranza, ed essendo il capo dello Stato anche il presidente del Csm, con il vice presidente del Csm che sara’ espressione della maggioranza cosi’ come un terzo dei membri del Csm, il Governo punterebbe a controllare anche la magistratura, in modo che piu’ nessuno potrebbe pensare di disturbare il manovratore”, conclude Calderoli.

 

 

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