I terremotati di Amatrice contro Renzi: “Stai lontano dal nostro dolore”

I terremotati di Amatrice contro Renzi: “No ai funerali a Rieti”

I terremotati di Amatrice contro Renzi: "No ai funerali a Rieti"

Scoppia il caso-funerali delle vittime del terremoto. E per Renzi, che fino qui era miracolosamente riuscito a tenere basso il volume delle polemiche e delle proteste, la protesta rischia di essere una vera e propria bomba. I fatti: la prefettura aveva annunciato nelle scorse ore che le esequie di un centinaio di morti trovati sotto le macerie di Amatrice. Le loro salme erano già state trasportate a Rieti, in un hangar dell’aeroporto della cittadina laziale, per essere conservate in un ambiente refrigerato. Poi l’annuncio che, per questioni logistiche, il rito funebre si sarebbe svolto lì e non ad Amatrice.

Apriti cielo. In paese è scoppiata la protesta, con decine di cittadini che hanno preso d’assedio la sede locale della protezione civile. “I nostri morti noi li vogliamo qui. Vogliamo salutarli nel nostro paese, non in hangar”. E ancora: “Già ce li hanno portati via, che non abbiamo nemmeno potuto stringerli e salutarli un’ultima volta. Ora pure i funerali lontano da casa”. E poi: “«Noi siamo del posto, ci hanno preso in giro – accusano – Non ci servono i funerali, la pubblicità vogliamo i nostri morti vicino a noi”. Cioè, anche: basta passerelle dei politici, siamo stufi.

Tempo qualche minuto e il premier, che aveva subodorato puzza di contestazione, ha annunciato con un twitter che “i funerali saranno celebrati ad Amatrice, come è giusto che sia”. La data delle esequie è stata confermata per domani, martedì 30 agosto, alle ore 18 alla presenza, oltre che di Renzi, anche del capo dello Stato Sergio Mattarella.

 

 

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