BOLZANO: 120 PROFUGHI ASSUNTI AL POSTO DI ITALIANI IN HOTEL, GUARDIE SICUREZZA

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BOLZANO – Fanno i lavapiatti ed i tuttofare negli alberghi al posto dei disoccupati italiani. Sono aiuto cuoco, addetti alle pulizie, facchini, guardie notturne (guardie notturno!), magazzinieri, operai.

L’assessoressa Martha Stocker: «Per una buona integrazione serve un lavoro e noi ci muoviamo in questo senso. Stiamo facendo di tutto per occupare i profughi… perchè utilizzino il tempo in modo sensato durante la fase dell’accoglienza… ma credetemi non è facile. Dobbiamo risolvere problemi di alfabetizzazione, di lingua ed abbiamo di fronte persone che non sono specializzate quindi ancora più difficili da impiegare».

E ieri a Palazzo Widmann, l’assessora, il direttore della Ripartizione lavoro, Helmuth Sinn, ed il direttore della Ripartizione politiche sociali, Luca Critelli, hanno presentato le misure adottate in Alto Adige per facilitare l’inserimento lavorativo dei migranti.

«A tutt’oggi su un totale di 1.060 richiedenti asilo siamo riusciti a dare un lavoro retribuito a 120 persone e questo succede sulla base di un accordo tra Provincia, Commissariato del Governo, Comuni, Comprensori e enti vari già prima che trascorrano 60 giorni dalla presentazione della domanda. Altri 50 poi sono alle prese con i tirocini». Pagati. Tutto a spese dei contribuenti. E a danno di italiani che magari avrebbero fatto quei lavori. E invece non possono farli perché li fanno questi lavoratori low-cost importati da Renzi e dai secessionisti (finti) della SVP.

La Provincia ricorda anche che nei 18 centri di accoglienza dell’Alto Adige si tengono continui corsi di formazione e aggiornamento per alfabetizzazione, lingue, formazione e sicurezza sul lavoro. Perché sostituiscano gli italiani e i tedeschi.

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