Il sindaco di Verona: “Dormo con una pistola sul comodino

Se necessario sono pronto a sparare”

“A casa ho inferriate ai serramenti, c’è l’allarme, dormo con una pistola sul comodino. Senza leggi adeguate, devo proteggere la mia famiglia”. Lo scrive su Twitter Flavio Tosi commentando il caso del ristoratore di Lodi che per difendersi ha sparato e ucciso un romeno di 28 anni nella sua osteria durante un tentativo di rapina.

Il sindaco di Verona, ex Lega e ora leader di Fare!, spiega al Giornale: “Abito in estrema periferia, non dico in aperta campagna ma i ladri quella zona lì l’hanno già battuta più e più volte. Sono entrati in casa come nei garage e quindi proteggo me e la mia famiglia, è un fatto di prudenza. È difficile sentirsi sicuri in casa propria, soprattutto in zone periferiche, siccome non voglio essere sorpreso in casa perché sono persone pericolose, allora mi difendo”. Quindi, in caso di necessità, “sarei pronto a sparare”.

Dal punto di vista politico, “l’ultimo che provò a dare un minimo di giustizia a chi si difende e a correggere in meglio queste norme fu l’allora ministro Roberto Castelli che mise mano, correggendolo in parte, al concetto di legittima difesa. Bisognerebbe ampliarlo, non dico come negli Stati Uniti, dove la proprietà privata è totalmente inviolabile però il diritto di difesa deve esistere. Non puoi colpevolizzare quel commerciante, quel pubblico esercente che si trova in casa lui, la famiglia, quattro delinquenti e in qualche modo si difende. Non ci può essere giudizio, non è razionale la difesa in quel momento. Uno si trova in casa delle persone e si difende e non puoi dire non dovevo usare l’arma o come dovevo usarla. Bisognerebbe trovarsi in quella situazione per provare a capire cosa si sente, cosa si prova”.

 

 

 

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