Germania, allarme federali: migliaia di terroristi tra i rifugiati

Lo ha riferito la rivista Der Spiegel citando fonti federali e precisando che l’Ufficio federale della migrazione e dei rifugiati (BAMF) ha informato i funzionari della sicurezza che migliaia di migranti si sono identificati come ex ribelli talebani durante le interviste per la domanda di asilo.
Der Spiegel ha aggiunto che almeno 70 uomini afgani sono stati indagati dalla Procura federale anche se non è chiaro se tutti erano sospettati di essere attivi militanti talebani. Sei sono stati incarcerati in detenzione investigativa e le udienze giudiziarie preliminari che coinvolgono parecchi altri dovranno iniziare la prossima settimana.

Nessun commento è stato rilasciato dal BAMF o da altri enti o ministeri federali ma la notizia non deve sorprendere. Nel 2015 i servizi segreti macedoni segnalarono che lungo la cosiddetta “rotta balcanica” si muovevano tra i migranti partiti dalla Turchia migliaia di jihadisti provenienti da Siria, Iraq, Afghanistan e altri Paesi. Nei mesi scorsi un ex esponente talebano, Abdul Rauf Mohammed, ha cercato di chiedere asilo in Germania presentandosi sotto falso nome a bordo di un aereo proveniente dall’Arabia Saudita.

Poco tempo prima Il capo dell’ufficio federale per la protezione della Costituzione, Hans-George Maassen aveva dichiarato, nel corso di una intervista al canale tedesco ZDF, che “l’Isis invia deliberatamente terroristi tra i rifugiati” è che questo è “un fatto con cui la polizia deve fare i conti.

Ultimamente era stata portata a termine una vasta operazione anti-terrorismo in diverse località del Paese, che ha consentito di sventare gli attentati con cui, alcuni elementi, sospettati di essere affiliati allo Stato Islamico, avevano programmato di colpire la capitale Berlino, secondo le indiscrezioni, nei luoghi simbolo di Alexander Platz e Check Point Charlie. L’operazione ha portato all’arresto di almeno tre presunti terroristi, che secondo le forze di sicurezza tedesche avrebbero legami con il Califfato in Siria. Due di questi alloggiavano in una struttura per rifugiati, nella città di Attendorn, nell’ovest della Germania, dove sono stati arrestati dai poliziotti tedeschi.

Maassen aveva inoltre proseguito affermando che ci sono “prove concrete che in Germania ci sono persone pronte a commettere attentati”, nonostante che non ci sia stata una informazione specifica dal capo dell’ufficio per la sicurezza federale, circa il fatto che la minaccia sia imminente o lontana nel tempo. Le autorità di polizia avevano condotto una importante operazione anti-terrorismo a Berlino, e nelle regioni della Bassa Sassonia e Nord Reno-Westfalia, che si era conclusa con l’arresto degli algerini con presunti legami con l’Isis, questo aveva permesso di sgomimare una pericolosa cellula di terroristi islamici, secondo quanto dichiarato dallo stesso Maassen.

Germania: allarme terrorismo

Il pericolo tuttavia non si può considerare passato ma piuttosto era stato inizialmente sottovalutato, quando la cancelliera Merkel aveva fatto aprire in modo indiscriminato le porte a tutti i profughi e migranti in arrivo dai Balcani e dalla Siria. Adesso risuona l’allarme fra le autorità preposte alla sicurezza pubblica.

Già alla fine di gennaio, il quotidiano britannico Times, citando un rapporto dell’Europol, aveva evidenziato come alcuni miliziani dell’Isis stessero cercando di reclutare nuovi militanti proprio tra i rifugiati diretti in Europa, allo scopo di colpire con nuovi attentati nel Vecchio Continente.
Le autorità tedesche sono comunque in pieno allarme e si sono intensificate le attività di intelligence per scoprire le infiltrazioni di elementi terroristi fra i migranti arrivati in Germania.

Fonti: Pars Today

The Telegraph

Traduzione e sintesi: Alejandro Sanchez

Fonte

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