MERENDE RIVOLUZIONARIE

903618_163871987111842_224194322_oLogo_PNFF_bassaDal punto di vista politico, gli scorsi giorni, oltre al definitivo fallimento della Seconda Repubblica, e alla rielezione di Giorgio I, dal punto di visto antropologico e sociologico la nottata di sabato ed il pomeriggio di ieri ci hanno però consegnato un nuovo tipo di evento: “LA MERENDA RIVOLUZIONARIA”; protagonisti Grillo e i suoi estimatori.  Queste le dichiarazioni di ieri dell’esimio comico genovese,: “…secondo Beppe Grillo intervistato da Class Cnbc: “Assolutamente sì – afferma il comico genovese – è solo una questione di tempo. O si arrendono subito o si arrenderanno tra sei mesi, un anno al massimo. Nessun governo – ha spiegato il leader del Movimento 5 Stelle – può governare un paese in macerie, tantomeno chi l’ha messo in macerie. Noi riempiamo un vuoto che nelle altre parti è riempito dai fascisti, dai nazisti, Le Pen in Francia, Alba Dorata in Grecia. Noi teniamo calmi gli animi ma devono capire che è finita per loro. Faremo diventare l’onesta di moda, rubare sarà off”, ha poi detto Grillo, sempre nella stessa intervista. Poi ha concluso: “Non siamo violenti – ha aggiunto – li prenderemo in giro, li seppellirà una risata“. E’ curioso osservare come Grillo ripeta pedessiquamente lo stesso refrain dell’imminente pericolo “Nazista”. Lo aveva già detto il 15 dicembre 2012: “Se noi non entriamo a quel punto arrivano le ‘Albe dorate’, gente che emula Hitler. Entrano i nazisti in Parlamento con il passo dell’oca”, ha detto il leader del M5S a Firenze per il firma-day. “Sta tornando la destra che non discute. Se arriva Hitler vai, a parlargli del comma 5. Stiamo tenendo in piedi la democrazia. Noi – ha aggiunto – siamo il cuscinetto. Siamo necessari alla democrazia“, parole ripetute peraltro nel suo “discorso di fine anno”.

Questa imperitura “necessità di esistenza del M5Stelle per garantire la sopravvivenza della democrazia“, appare con il tempo sempre più chiaro. La funzione di CUSCINETTO che il movimento di Grillo ormai riveste in maniera ESCLUSIVA, come andiamo ripetendo da tempo, è quella di convogliare la rabbia dei cittadini verso un gruppo politico, non omologato, ma comunque sia “normale e democratico”, in modo che anche tutto il movimentismo antagonista (ali estreme e radicali) venga spazzato via, o, come si è visto di recente, arrivi perfino ad invocare il dialogo in nome di chissà quali rivoluzioni che mai avverranno. In questo clima prerivoluzionario, o comunque anticipatore di forti tensioni sociali, per il Sistema la migliore soluzione era quella di “annacquare il malcontento” ed il comico genovese e la sua troupe di comprimari svolge questa funzione in maniera egregia.

L’esempio di cosa andiamo affermando si è potuto osservare sabato scorso, alla notizia della rielezione di Napolitano, quando è cominciato lo show di Grillo: “Una giornata concitata, dunque. Mentre il Parlamento elegge il presidente della Repubblica, in centinaia si accalcano in piazza Montecitorio. La polizia blocca tutti gli ingressi per evitare problemi di ordine pubblico. Grillo invoca la mobilitazione di massa: «Io sto andando a Roma in camper. Ho terminato la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia e sto arrivando. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese». Poi denuncia che il blog è sotto attacco e su Twitter lancia l’hashtag #tuttiaroma.

La nuova MARCIA SU ROMA (come temeva fantozzianamente Roberto Maroni) ?

Niente affatto. Non appena la piazza si è riempita di militanti e di bandiere rosse (sic! bandiere che facevano il pari con le bandiere blu dei DESTRIARCORIANI dispiegate il giorno prima contro l’ipotesi PRODI), il provido comico si è subito precipitato nel fare retromarcia e dare comunicazione in serata: ««Arriverò a Roma durante la notte e non potrò essere presente in piazza. Domani mattina organizzeremo un incontro con la stampa e con i simpatizzanti. Ragazzi ci si vede domenica dalle 15 a Roma in piazza dei SS.Apostoli per dire basta a questa vergogna. Non siamo sudditi, siamo cittadini. Non mancate»; dietrofront evidentemente consigliato dai suoi CONTROLLORI, che hanno ritenuto troppo forti certe affermazioni, quindi seguite dalla solita smentita: «Ieri ho detto “golpe”, ma intendevo “golpettino istituzionale furbo”, giocato sulla semantica». «Ieri sera potevo venire in piazza, ma avevo paura che la mia presenza potesse favorire la violenza»,«Non voglio entrare in questi giri – taglia corto – sono d’accordo con Rodotà, non faccio calate a Roma. Andiamo a Roma per incontrarci alla manifestazione, non per parate o cose violente».

Questa invece la COMICA cronaca della giornata di ieri: “Ma alla manifestazione (autorizzata dalla Questura di Roma) il leader genovese è rimasto davvero poco, perché nella piazza non è proprio arrivato. La sua macchina è stata bloccata in piazza Venezia, a due passi da SS. Apostoli: una enorme folla ha accerchiato il comico che quindi è riuscito a dire due parole solo salendo sul tetto delle sua auto da dove ha urlato: «Arrendetevi!». E poi è andato via. Lasciando dietro di sé delusione e il caos, con traffico bloccato, e militanti e giornalisti a bocca asciutta. Alcuni manifestanti hanno attaccato giornalisti e reporter per non aver consentito loro di poter incontrare Beppe Grillo: «Non vi è bastata la conferenza stampa di oggi pomeriggio?».”  E poco dopo sulla web tv del M5S, lo stesso Grillo racconta: «Alla piazza sono arrivato. è lunga e stretta e non riuscivo ad entrare. Di nuovo le tv mi hanno circondato e non sono riuscite ad entrare. La Digos ha detto che c’era un caso di pericolo, che un signore è caduto dalla bicicletta. Io sono salito sulla macchina e l’ho sfasciata. La Digos ha voluto che andassi via e sono tornato in albergo». Gli organizzatori dell’evento hanno spiegato poi che c’è «stato poco tempo, la manifestazione è stata decisa nella notte, per montare un palco in piazza, e organizzare meglio l’evento». E il portavoce del Movimento al Senato Vito Crimi: «Anche Beppe ha cercato di venire ma è stato respinto da un muro di persone».”

Insomma, la MERENDA E’ FINITA, ANDATE IN PACE.

La temuta MARCIA SU ROMA si è rivelata poco più di un picnic in una bella giornata di sole e gli ormoni rivoluzionari della folla si sono serenamente scaricati.

Tutto questo mentre il tessuto sociale viene giornalmente devastato: “Quasi un milione di famiglie è senza reddito da lavoro. Tutti i componenti attivi che partecipano al mercato del lavoro sono disoccupati. È quanto emerge da dati Istat sul 2012. Nel dettaglio sono 955 mila le famiglie con tutti i membri appartenenti alle forze lavoro in cerca di occupazione, in rialzo del 32,3% sul 2011. In un solo anno le famiglie senza lavoro sono aumentate di 233 mila. Ed ecco come sono ripartite: 234 mila single, 183 mila monogenitore, 74 mila coppie senza figli e 419 mila coppie con prole a cui se ne aggiungono 45 mila che l’Istat definisce di «altre tipologie». A livello territoriale oltre la metà (51,8%), 495 mila, si trova nel Mezzogiorno, seguono il Nord (303 mila) e il Centro (157 mila). In generale si tratta di famiglie con seri problemi di disoccupazione e quindi di disagio economico. Case dove non c’è alcun reddito, o ci sono entrate che però non arrivano dal lavoro dipendente o autonomo, come possono essere le rendite da pensione. In altre parole nuclei dove regna la disoccupazione assoluta, tutti sono a caccia di un posto, o dove alla disoccupazione magari si associa la pensione o un’altra rendita Ad esempio può essere il caso di una famiglia dove il padre è pensionato, la madre casalinga con uno o più figli disoccupati; o dove uno o entrambi i genitori sono alla ricerca di un impiego e i figli ancora piccoli vanno a scuola; o ancora tutti i membri soffrono la mancanza di un posto.

 

I cittadini e la Comunità Nazionale (cominciamo a fare le giuste distinzioni) vengono ingannati in maniera continua e discernere per loro è diventato un esercizio sempre più difficile, quando anche totalmente inutilizzato.

Fino a quando gli Italiani non avranno la mente sgombra (e portafoglio e pancia vuoti), occorrerà stare al pezzo e continuare nell’opera di analisi e di informazione, in attesa che avvenga presto la Rinascita.