Siamo in una Repubblica fondata sul Golpe

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Dopo il golpe finanziario attuato un anno e mezzo fa con la nomina a capo di governo del boiardo bocconiano Mario Monti, il golpe fanta-costituzionale con la nomima di qualche settimana fa dei cosiddetti 10 saggi e in ultimo, quello bianco attuato dalla porcilaia parlamentarecon la rielezione (in un triofo di merda tiepida) del cameriere del nuovo ordine mondiale Giorgio Napolitano – favorendo l’inciucio (le chiamano larghe intese) tra le entità PD e PDL, rendendo praticamente nulle le elezioni di febbraio e quindi vanificando l’espressione della volontà popolare -, oggi è stato il turno della nomina a premier del servo di quell’Opera internazionale di beneficienza che è la Commissione Trilaterale (ne è attualmente membro del gruppo europeo, clicca qui),Enrico Letta. Il novello giuda, enfant prodige e nipote di Gianni (PdL) ex Goldman Sachs – assurto alle cronache nazionali il 18 novembre 2011 per un “pizzino” fatto recapitare al preside Monti, ed a quelle internazionali per la partecipazione all’annuale riunione dell’èlite plutocratica mondialista Bildelberg riunitasi in conclave dal 31 maggio al 3 giugno 2012, negli Stati Uniti del Nord, a Chantilly, in Virginia, nel lussuoso Hotel Westfields Marriott Washington Dulles – secondo la formula di rito, ha accettato con riserva: «Ho accettato sentendo sulle spalle una grande responsabilità perché questa situazione inedita e fragile non può continuare – ha spiegato il vice segretario Pd – il Paese sta aspettando un governo». L’informazione ha ora un nuovo padrone. Per quanto legittimo, passa in secondo piano chiedersi quale sarà il vero volto di chi ci governa, poichè nella porcilaia delle strutture di controllo e di disinformazione di massa l’esercizio dell’adulazione – nel senso di azione che esalta le nullità (legge in politica) – sarà difficile trovare qualcuno che sia del tutto libero da questa forma strisciante di attitudine, senza farsi troppi scrupoli e dove i voltagabbana se ne servono per assicurare al nuovo padrone la propria fedeltà. È pur vero che la politica ci ha abituato a spettacoli più vomitevoli, ma lo scodinzolio eccitato di chi si vede accolto alla Coorte di chi così fieramente disprezzava, li supera tutti. Da domani la democrazia ci scoppierà sotto il culo.

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